No Pain, No Gain

Written by on 8 Dicembre 2018

Vi è mai capitato di sognare di essere inseguiti da qualcuno e sentire le gambe pesanti, tanto pesanti da non riuscire nemmeno a fare un passo? Non avete mai avuto quella sensazione di magone e di angoscia perché la vostra testa vorrebbe correre, ma le gambe fanno quello che gli pare? E’ così che si è sentito il nostro buon Matteo che nei suoi primi giorni di viaggio attraverso la Nuova Zelanda ha incontrato non poche difficoltà: prima tra tutte, appunto, la sensazione del proprio corpo che non vuole più collaborare.

Un primo break al ginocchio è stato quindi necessario alla fine del quarto giorno di viaggio.

Come se non bastasse madre natura ha voluto accentuare la sfida di Matteo! La pioggia incessante che compromette tutti i sensi in modo molto incisivo. Ogni passo lo sprofondare invece del procedere: la terra sotto i piedi che diventa fango!

 

E’ incredibile penserete! Ma perché qualcuno che ha la possibilità di vivere un viaggio con tutti (o quasi) i comfort del mondo dovrebbe andare a rincorrere queste situazioni di disagio? La risposta è presto detta: il motivo per il quale si decide di fare questo tipo di esperienza è il desiderio irrefrenabile di spingersi al limite, la curiosità di scoprire quanto è potente la forza della mente, testare quanto siamo predisposti allo spirito di sopravvivenza, come il nostro corpo possa adattarsi anche alla peggiore delle situazioni se a comandare è una testa forte.

E’ la più intrinseca esigenza dell’essere umano: l’esplorare il mondo che ci circonda per conoscere se stessi.

Matteo per fortuna quella “testa forte” (e sulle spalle) ce l’ha eccome, dopo qualche giorno di break e di meditazione tantrica è tornato a consumare le suole riprendendo quel cammino di mutamento interiore, attraverso i paesaggi incontaminati che solo un paese come la Nuova Zelanda sa offrire (vi consiglio di andare a controllare il suo account Instagram e Facebook, previa assunzione di pastiglia contro l’invidia).

Io sono Josh, ed oggi nel concludere questa tappa nel viaggio di Matteo, vi voglio lasciare con questa perla di saggezza, spontaneamente gratuita, per voi che trovate il tempo (per fortuna) di leggere e di sognare:

La differenza tra il successo e l’insuccesso è la quantità di perseveranza che ognuno di noi mette per raggiungere un obbiettivo.

Immancabile citazione cinematografica annessa, dal film The Founder del 2016: trailer

Niente al mondo può sostituire la perseveranza.

Né il talento; che c’è di più comune degli uomini di talento che non hanno successo?

Né il genio; il genio non ricompensato è di fatto un luogo comune.

E neanche l’istruzione: il mondo è pieno di cretini istruiti.

Soltanto la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti, dimostrano che niente mai ti potrà sconfiggere, che puoi raggiungere la serenità, una salute migliore ed un’incessante flusso di energia.

Se vi prefiggerete ogni singolo giorno il raggiungimento di questi obiettivi i risultati non tarderanno a manifestarsi in maniera evidente. Anche se può sembrarvi una formula magica, è dentro di voi che costruite il vostro futuro.

 


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